Il vino: un valido alleato della nostra salute

Il vino: un valido alleato della nostra salute

Data: 26/02/2021 / Categoria: News

Il vino: un valido alleato della nostra salute

Il vino rosso è una bevanda che oltre alle preziose caratteristiche organolettiche apporta al nostro organismo tantissime importanti proprietà e benefici.

Sono stati fatti moltissimi studi a proposito e il risultato è che il vino rosso, se bevuto in moderate quantità, è un vero toccasana per la salute. Inserendo giornalmente il vino rosso nell’alimentazione è stata riscontrata una diminuzione di accumulo di grassi nel fegato e nel nostro organismo. Un fattore che mantiene bassi i livelli di glicemia e dei grassi nel sangue. I
l vino rosso rappresenta inoltre un antiossidante naturale contro il colesterolo dannoso. Una delle sostanze più importanti contenute in questa bevanda è sicuramente il resveratrolo, un polifenolo non flavonoide che possiede proprietà antitumorali, antibatteriche, antinfiammatorie ed è un vero e proprio fluidificante del sangue naturale.
Il vino rosso rappresenta poi un valido aiuto per il nostro cervello essendovi contenuto il riservatolo, sostanza che si pensa sia in grado di portare al nostro organismo un altro importante beneficio. Recenti studi hanno inoltre dimostrato che la proprietà del vino, se utilizzata in maniera moderata, sia in grado di ridurre l’incidenza di malattie mentali e demenze come l’Alzheimer. Il vino rosso, inoltre, protegge le malattie legate alle gengive ed ai denti, contrasta la depressione liberando le endorfine presenti nel cervello. Grazie alle sue proprietà antiossidanti, inoltre, il vino rosso riduce la velocità di crescita delle cellule malate che potrebbero in breve tempo causare tumori ai polmoni oppure al seno.
Questa bevanda, inoltre, aiuta la digestione proteggendo attivamente la flora intestinale, protegge il tratto urinario prevenendo attivamente il formarsi di calcoli renali e rallenta l’invecchiamento delle cellule e l’invecchiamento delle ossa prevenendo l’osteoporosi.


Secondo uno studio effettuato dal neuroscienziato dell'Università di Yale Gordon Shepherd, il vino stimolerebbe anche alcune parti del cervello, molto di più che un complicato problema matematico. Il processo di degustazione del vino sarebbe un’operazione superiore all’ascolto della musica classica o del cimentarsi con un complesso quesito matematico.
Shepherd ne ha parlato nel suo libro “Neuroenology: How the Brain Creates the Taste of Wine“, sottolineando che quando beviamo un bicchiere di vino, non ci limitiamo a mandarlo giù, ma lo assaporiamo, annusiamo, guardiamo e poi, infine, inghiottiamo, coinvolgendo il senso dell’olfatto, della vista, del tatto, e attivando diversi processi muscolari e motori. L’odorato che permette la degustazione, riconoscendo i sentori di fiori, frutti e spezie, il tatto con il piacere di stringere tra i palmi della mano il calice. Il gusto che percepisce il sapore. Inoltre i vini si associano ai ricordi. Profumi e sapori, coinvolgono naso, lingua e gola e ci fanno emozionare. Secondo uno studio che supporterebbe questa teoria, i sommelier del mondo avrebbero specifiche aree del cervello più sviluppate e avrebbero più elasticità mentale.

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