Il disciplinare del vino biodinamico: cos'è e cosa contiene

Il disciplinare del vino biodinamico: cos'è e cosa contiene

Scopri cos'è il vino biodinamico e perchè è importantissimo conoscere questa realtà dalle mille sfaccettature


Il vino biodinamico sta assumendo un ruolo di grande rilievo, sebbene nei disciplinari internazionali di Demeter non ci siano espliciti riferimenti alla viticoltura e alla vinificazione. L’unico controllo effettuato è quello sulle uve, che devono essere prodotte secondo le tecniche dell’agricoltura biodinamica di cui sopra. La dicitura ammessa è “uve provenienti da agricoltura biodinamica”.

L’aspetto caratteristico del vino biodinamico viene dal suo legame con la terra, dalla fertilità del terreno e dalle peculiari tecniche di coltivazione. I viticoltori biodinamici hanno creato un modo “biodinamico” per fare il vino, che si basa su scelte effettuate tra le comuni tecniche usate in enologia.

L’unica nazione europea in cui esiste un disciplinare nazionale per la vinificazione biodinamica è la Francia, mentre altri disciplinari nazionali sono in corso di elaborazione.

I vini ottenuti da uve di agricoltura biodinamica sono caratterizzati da vivacità e colore intenso, ma ogni annata è diversa in quanto fortemente connessa all’ambiente in cui è nata.

Cos'è l'agricoltura biodinamica

Quando si parla di agricoltura biodinamica in realtà si dovrebbe parlare di un ‘modo di fare agricoltura’ dove è tutta la fattoria ad essere un vero e proprio organismo ‘vivente’ che opera in modo complesso.

Piante, terreno e animali sono parte di un unico sistema le cui relazioni si bilanciano tra loro senza bisogno di input esterni, in un ciclo dove tutto rinasce e muore.

Si tratta di un metodo che alcuni ritengono ancora più in sintonia con la Natura di quello biologico anche se comunque ne sposa alcuni principi – come il divieto di utilizzo di fertilizzanti e pesticidi di origine chimica – pur differenziandosi per l’uso di preparati particolari a base di erbe e minerali, irrorati sulle piante.

L’altra caratteristica distintiva dell’agricoltura biodinamica è quella di seguire i cicli lunari, sia per la semina, che per i lavori nei campi.

Qual è la differenza tra vino biologico e vino biodinamico

I primi esempi di agricoltura biodinamica risalgono al 1920, quindi prima della Rivoluzione Verde, quando molti agricoltori videro nell’uso della chimica una minaccia verso la genuinità dei raccolti e la salute del terreno, ma anche verso il bestiame che ci cibava dei prodotti della terra e diventata più predisposto alla contrazione di patologie.

Questo accresciuto interesse verso la salvaguardia del terreno e dei suoi frutti interessò anche le altre discipline. Fu l’antroposofista Rudolf Steiner a dare vita a una vera e propria nuova filosofia di coltivazione e produzione: l’invito era quello di curare con grande attenzione la coltivazione del suolo per ottenere alimenti davvero sani e salutari. Il suo approccio era olistico, ovvero il suolo e la vita che da esso si sviluppa, ma anche il Pianeta e l’Universo erano considerati un tutt’uno, si influenzavano a vicenda.

Quindi, entrambi i metodi (biologico e biodinamico) partono da un allontanamento nell’uso della chimica ma, contrariamente a quella biologica, l’agricoltura biodinamica tiene conto di altri elementi legati al Pianeta e le sue risorse.

Per esempio, il compostaggio viene eseguito in accordo con le fasi lunari del calendario di Maria Thun. L’agricoltura biodinamica può sembrare simile a quella biologica ma, in realtà, vieta l’uso di qualsiasi strumento usato nella Rivoluzione Verde, su cui si fondano le origini del bio.

I vini biodinamici oggi possono essere riconosciuti grazie all’unica certificazione attualmente riconosciuta a livello universale, quella rilasciata dalla Demeter.

Anche in questo caso vino biodinamico non significa necessariamente vino senza solfiti: nei vini rossi la quantità massima non deve superare i 70 mg/L, in quelli bianchi è di 90 mg/L, mentre nei vini secchi e frizzanti è massimo di 60 mg/L. Tutta le linee guida per la vinificazione biodinamica sono raccolte nel manuale pubblicato dall’Associazione Demeter.

Certificazione demeter: di cosa si tratta? 

L’agricoltura biodinamica ha oltre 80 anni di storia e si affianca ovviamente all’agricoltura biologica, dato che tutti i prodotti dell’agricoltura biodinamica devono anche essere certificati secondi le linee guida dell’agricoltura biologica, oltre che possedere una certificazione ad hoc, lo standard Demeter.

Si tratta infatti di un marchio internazionale che certifica la provenienza del cibo da metodi di coltivazione biodinamica. Di fatto costituisce l’unica garanzia che un vino, un cereale o un formaggio siano veramente prodotti seguendo i principi di questa ‘filosofia’ della coltivazione.

I prodotti biodinamici offrono quindi una duplice tutela per i consumatori in quanto sono controllati sia dagli organismi di controllo per il biologico e che dalla Demeter Italia.


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