Capire le certificazioni dei vini: qual è la differenza fra IGP, DOC, DOP, DOCG

Capire le certificazioni dei vini: qual è la differenza fra IGP, DOC, DOP, DOCG

Capire le certificazioni dei vini: qual è la differenza fra IGP, DOC, DOP, DOCG

IGP, DOC, DOP, DOCG.. quante sigle da ricordare! Ma qual è la differenza tra le varie certificazioni e cosa comporta? Scopriamolo insieme in questo articolo

Molteplici sono gli acronimi relativi alle denominazioni di origine che interessano il mondo dei prodotti made in Italy, ed è proprio per questa ragione che confondersi è facile. 
l’Italia rappresenta in Europa il Paese con il maggior numero di denominazioni di origine e indicazioni geografiche.
Grazie alla certificazione europea si ha una sicurezza maggiore a vantaggio dei consumatori, ma anche delle imprese produttrici che vedono tutelato il loro lavoro.

Cosa significa IGP

Il marchio D.O.P., che significa “Denominazione di Origine Protetta”, viene invece attribuito ai prodotti che si distinguono per una serie di caratteristiche che dipendono esclusivamente dal territorio che li esprime. A differenza dell’I.G.P., in questo caso tutte le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione della materia prima devono svolgersi all’interno dell’area dichiarata, senza eccezioni.
Per conseguire l’I.G.P. è sufficiente che una specifica fase della produzione venga effettuata nell’ambito dell’area geografica indicata dall’Ente.
Come ottenere la certificazione IGP: requisiti e procedura 
Per l’attribuzione del marchio, vengono presi in considerazione sia fattori naturali strettamente legati all’ambiente geografico, come la presenza di un particolare microclima, sia fattori di carattere umano, come l’uso di tecniche artigianali specifiche di quel territorio, che si tramandano immutate di generazione in generazione. È ovvio che tutte queste peculiarità, considerate nel loro insieme, rendono quel prodotto unico, inimitabile e meritevole di protezione.

La richiesta di certificazione IGP eve essere corredata da:

  • elementi chiari di identificazione del prodotto (denominazione, caratteristiche obiettive);
  •  dettagliato disciplinare di elaborazione del prodotto conforme ad usi leali e costanti consolidati nel tempo;
  • zona di produzione;
  • documentazione dell’origine storica del prodotto nella zona proposta (la “tradizione” deve risalire ad almeno 25 anni);
  • ente incaricato della certificazione (scelto fra quelli autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali).


Il Ministero, verificata la conformità della documentazione ai requisiti stabiliti dall’Unione Europea, compie una ulteriore verifica con la Regione e la Camera di Commercio territorialmente interessate, e poi pubblica la proposta di disciplinare sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana attendendo 30 giorni per raccogliere eventuali opposizioni.
Terminata senza intralci questa fase, la domanda viene trasmessa all’Unione Europea che la esamina a propria volta e, ove conforme al Regolamento, la pubblica sulla Gazzetta Ufficiale europea. In questo caso l’attesa di eventuali opposizioni dura sei mesi, oltre i quali viene finalmente concessa la registrazione, che è formalizzata con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.
Da questo momento il prodotto potrà fregiarsi del marchio.

Cosa significa DOC

L'acronimo DOC non è un vero e proprio marchio, poiché esso è comune ad una grande varietà di prodotti. La denominazione utilizzata in enologia, certificata le zone di origine, delimitate dalle raccolte delle uve utilizzate per la produzione del prodotto sul quale è apposto il marchio.
Questo tipo di riconoscimento fu ideato nel corso degli anni cinquanta, dall’Avvocato romano Rolando Ricci, funzionario all’epoca del Ministero dell’Agricoltura. La Denominazione di Origine Controllata, fu poi istituita con il decreto legge del 12 luglio 1963. Dall’anno 2010 la classificazione DOC, esattamente come la DOCG, è stata ricompresa nella categoria comunitaria DOP.
Come ottenere la certificazione DOC: requisiti e procedura 


Le caratteristiche generali che deve avere un vino per ricevere la certificazione DOC sono le seguenti: 

  • il vino deve provenire da una zona che abbia ottenuto già la certificazione IGP (Indicazione Geografica Protetta) da almeno 5 anni; 
  •  le zone IGP devono essere state rivendicate da almeno il 35% dei viticoltori che sono interessati a richiedere la certificazione; 
  • le zone devono rappresentare almeno il 35% della produzione dell'area indicata. 


In sintesi si può dire che i vini DOC hanno una procedura più restrittiva di quelli con marchi IGT ma meno rigida di quelli con marchio DOCG poiché questi devono possedere anche altri requisiti specifici.
Sulle etichette di un vino DOC devono essere presenti determinate informazioni come la denominazione del vino e la sua tipologia, la zona di produzione, le norme per la coltivazione e per la vinificazione, le caratteristiche al consumo, la designazione, la presentazione, il confezionamento e il legame con l'ambiente geografico.

Qual è la differenza tra DOC e IGP

I prodotti DOP e i prodotti IGP si identificano per le caratteristiche peculiari legate alla applicazione puntuale di un disciplinare di produzione, di cui sia comprovata l’origine “storica” nel territorio dichiarato nella denominazione.
La differenza fra prodotti DOP e prodotti IGP, sta nel fatto che, nel caso del prodotti DOP, tutto ciò che concerne l’elaborazione e la commercializzazione del prodotto, ha origine nel territorio dichiarato; mentre nel caso del prodotto IGP, il territorio dichiarato conferisce al prodotto, attraverso alcune fasi o componenti della elaborazione, le sue caratteristiche peculiari, ma non tutti i fattori che concorrono all’ottenimento del prodotto provengono dal territorio dichiarato.

Cosa significa DOP

L'acronimo DOP sta per "denominazione di origine protetta". Esso rappresenta un marchio di tutela giuridica della denominazione che viene attribuito dall'Unione europea agli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono stati prodotti.
Affinché un prodotto sia DOP, le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione devono avvenire in un'area geografica delimitata. Chi fa prodotti DOP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione. Il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.
Per distinguere, anche visivamente, i prodotti DOP da quelli IGP, i colori del relativo marchio sono stati cambiati da giallo-blu a giallo-rosso.
Come ottenere la certificazione DOP: requisiti e procedura 
La domanda di certificazione DOP deve essere presentata in bollo al Mipaf, (Ministero delle Politiche Agricole e Forestali) che entro 30 giorni accerta l'idoneità del soggetto richiedente e controlla che il materiale pervenuto sia esaustivo e completo. A questo punto il Mipaf concorda una riunione con l'associazione richiedente, la Regione e la Camera di Commercio per verificare la rispondenza del disciplinare proposto agli usi locali e costanti previsti dal Reg. CE 2081/92 (per Dop e Igp) e dal Reg. CE 2082/92 (per Stg). Durante questa riunione, se la verifica ha esito positivo, viene preparata la domanda di registrazione corredata della necessaria documentazione, da inviare alla Commissione Europea.
La Commissione Europea procede allora ad un esame formale della richiesta e, nel caso in cui le sue conclusioni siano positive, pubblica sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee gli elementi essenziali della domanda.
La pubblicazione vale quale notifica della domanda per gli interessati all'accettazione o al rifiuto della stessa. Entro sei mesi dalla data di tale pubblicazione, e qualora non fossero state presentate opposizioni, la denominazione o la indicazione viene iscritta in un registro e l'iscrizione viene notificata con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Qual è la differenza tra DOC e DOP

Entrambi questi marchi testimoniano prodotti alimentari di alta qualità, rispettando le caratteristiche e i metodi di lavorazione tipici di un determinato territorio. La certificazione doc è però ben distinta rispetto a quella dop, sebbene i due termini siano spesso confusi e vengano sovente usati indifferentemente. Le diversità tra doc e dop riguardano tanto la provenienza di questi marchi quanto quella dei prodotti che essi vanno a tutelare.
La prima differenza tra il marchio doc e quello dop riguarda l’origine degli stessi. La certificazione doc, che indica un prodotto in cui è testimoniata l’origine controllata, è tipica del territorio italiano, mentre quella dop, ossia denominazione di origine protetta, è legata all’Europa. Un secondo grande motivo distintivo dei marchi di qualità è legata ai prodotti che certificano. Il doc è infatti utilizzato esclusivamente nel settore vinicolo, il dop invece è attribuito a tutti i prodotti alimentari a esclusione proprio del vino e di altri alcolici.

Cosa significa DOCG

Il contrassegno DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) è assolutamente sinonimo di garanzia, circa l’origine e la qualità del prodotto vinicolo. Questo procedimento di certificazione garantirà inoltre garantisce una numerazione delle bottiglie prodotte e quindi la sicurezza della non manomissione delle stesse.

Come ottenere la certificazione DOCG: requisiti e procedura 

Sul prodotto DOCG andranno effettuate indagini organolettiche, che assicurino il rispetto di tutti i requisiti previsti dalla legge. L’esame di tipo organolettico, dovrà necessariamente essere ripetuto partita per partita, anche nella fase dell’imbottigliamento del vino. Per i vini DOCG, sarà inoltre prevista un’ulteriore indagine di tipo sensoriale. Si tratta più precisamente di una prova eseguito da un’apposita commissione di professionisti del settore enologico. Il mancato rispetto dei requisiti, ne impedirà la messa in commercio con l’utilizzo dell’importante marchio relativo alla Certificazione di Origine Controllata e Garantita.

Qual è la differenza tra DOC e DOCG

Solitamente un vino DOC è un vino che mantenuto la denominazione IGT (Indicazione Geografica Tipica) per almeno 5 anni.
Mentre quando un vino è stato almeno 10 anni tra i DOC può diventare DOCG.
Chiaramente non tutte le DOC diventano DOCG. Questo “passaggio” avviene solo per i vini che superano determinate analisi organolettiche e chimico-fisiche che servono a stabilire che il vino esaminato rispetti i requisiti previsti dalla disciplinare.
Questi esami vengono effettuati sia in fase di produzione sia durante la fase di imbottigliamento, quando una commissione procede all’assaggio.
Solo se il vino supera questi test può fregiarsi della dicitura DOCG sull’etichetta.

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