Scopriamo cos'è il vino barricato

Scopriamo cos'è il vino barricato

Scopriamo cos'è il vino barricato

Come tutti i cultori sanno, la qualità e il sapore del vino non dipendono solamente dalle uve utilizzate per produrlo, ma da tantissimi altri fattori come la lavorazione della materia prima, il grado di appassimento dell'uva e le modalità di conservazione. Ed è quest'ultimo aspetto il fulcro del vino barrique: scopriamone insieme qualcosa di più

Un vino barricato è un vino maturato in botte o meglio in un particolare tipo di botte chiamata “barrique” e spesso di grandi dimensioni come quelle da 500 litri, ma esistono anche botti da 45 ettolitri o da 225 litri (è il caso delle celebri “barrique” francesi, ben note per le loro prestazioni di alta qualità, realizzate in legni di rovere francesi “Quercus petraea”, nonostante siano conosciute anche produzioni in legni americani di quercia bianca “Quercus alba”).
La barrique si differenzia dalle tradizionali e imponenti botti, utilizzate fin dall’antichità per il trasporto e la conservazione del vino, per dimensione, capienza e materiale.
Un tempo, i bottai producevano immensi contenitori, con una capienza media di circa 1000 litri, di notevoli dimensioni e con qualsiasi tipologia di legno avessero a disposizione. La barrique, invece, è una botte prodotta con capienza e dimensioni nettamente inferiori e con il ricorso a specifiche tipologie di legno. Le barriques più utilizzate e diffuse sono due: la “barrique bordolese” e la “borgognona”. La prima prende il nome da Bordeaux, la regione vinicola francese dove fu introdotta; ha una capienza di 225 litri ed è ottenuta da doghe in legno di rovere francese o anche della Slavonia. La seconda, invece, ha 228 litri di capienza ed è prodotta con legno di quercia americana.
Come possiamo intuire, il legno considerato più adatto per la produzione della barrique è la quercia, in particolare quella di rovere. Le motivazioni di questa scelta vanno ricercate nella lavorabilità, nella stabilità, nella durezza, nella capacità di rilasciare sostanze aromatiche e di resistere alle intemperie e agli agenti atmosferici che caratterizzano questi materiali. La capienza inferiore è invece pensata per favorire un maggiore contatto tra superficie legnosa e volume di vino.

Come viene prodotto il vino barricato

Per produrre un vino barricato – bianco o rosso che sia – la prima cosa da fare è procurarsi una barrique di una delle due tipologie di cui si è parlato in precedenza. I due elementi fondamentali che caratterizzano la produzione del vino barricato sono da una parte il legno che rilascia dei composti aromatici che ricordano le spezie e la vaniglia, e dall’altra l’ossigeno che, penetrando nei pori del legno, svolge un processo di ossidazione che rende il vino ancora più pregiato. È opportuno precisare che le barrique possono essere utilizzate per un periodo massimo di tre anni oltre i quali è difficile ottenere una vinificazione sufficiente e un prodotto che rechi, grazie al contatto con le doghe trattate, un gusto intenso e una tonalità cromatica più decisa.
In Italia vengono prodotti diversi vini barricati: tra i bianchi si segnalano il Piemonte D.O.C. Chardonnay, un vino che al palato si presenta molto dolce, con un retrogusto di banana e vaniglia. Perfetto da abbinare con secondi piatti a base di carne bianca, la temperatura di servizio del Piemonte D.O.C. Chardonnay è abbastanza fredda, aggirandosi intorno ai 12°C.
Per quanto riguarda i vini rossi barricati, impossibile non menzionare il Raboso Barricato, che all’olfatto presenta note di cioccolato e liquirizia ed è l’ideale se servito ad una temperatura di 20°C abbinato con carni rosse, brasato e anatra.
Tuttavia, la vera punta di diamante del metodo barricato è il vino Amarone. Questo vino è prodotto con uve a bacca nera nella zona del veronese e si presenta con un colore rosso rubino intenso che, col tempo, assume riflessi tendenti all’arancio e al mattonato. All’olfatto ha un profumo speziato, con sentori di noce, frutti di bosco e ciliegia che possono assumere anche un aroma che ricorda la liquirizia e l’anice. Il suo gusto è robusto, secco e pieno, ma al contempo vellutato ed equilibrato, con il classico retrogusto amarognolo che caratterizza questo vino inimitabile. Perfetto se servito ad una temperatura compresa tra i 14° e i 16°C, l’Amarone si sposa magnificamente sia con primi piatti, come lasagne e ragù alla bolognese, sia con secondi a base di carne, come brasato e stufato, ma risulta anche particolarmente indicato come accompagnamento a taglieri di salumi e formaggi stagionati come l’Asiago d’Alpeggio e il Pecorino di Moliterno.

Caratteristiche del "vino barricato"

Come detto prima la barrique è un tipo particolare di botte con una determinata capienza e prodotta con una certa tipologia di legno. Queste caratteristiche non sono casuali ma sono pensate per ottenere una certa tipologia di vino, influenzando diversi aspetti del suo sviluppo e della sua maturazione.
I due elementi fondamentali che dobbiamo considerare sono da una parte il legno e dall’altra l’ossigeno. In una barrique queste componenti trovano un equilibrio ideale.
Il legno della barrique contiene sostanze che a contatto con il liquido reagiscono rilasciando composti aromatici percepibili a livello olfattivo e che ricordano note legnose, note di vaniglia, di cocco, di cenere, di tabacco, note speziate e note che possiamo definire tostate o “da affumicatura”. Molto dipende dal tipo di lavorazione e tostatura del legno e dalle sue caratteristiche intrinseche: famoso ed irripetibile, ad esempio, è il sentore di cocco tipico della quercia americana.
Lo sviluppo di un simile bouquet di profumi è favorito anche dalla ridotta porosità del legno da barrique. Ciò comporta uno scambio limitato e ideale tra liquido e ossigeno, preservando il vino da brusche ossigenazioni che potrebbero comprometterne profumi e integrità. Al contrario, il contatto controllato ossigeno-vino innesca una serie di reazioni chimiche che favoriscono l’evoluzione e la completa maturazione del vino. In particolare, il bouquet di profumi si fa più ricco e complesso, con sentori più evoluti che ricordano quelli del legno e che si sviluppano anche grazie ai composti aromatici rilasciati proprio da questo materiale.
Anche il gusto del vino diventa più completo ed evoluto: ciò è dovuto alla trasformazione degli acidi e all’ossidazione dei tannini. Bisogna poi considerare che il legno stesso, soprattutto il rovere, contiene “tannini” più morbidi e meno aggressivi di quelli dell’uva con l’effetto di attenuarne l’astringenza al palato.
Caratteristiche e sostanze rilasciate dal legno e micro-ossigenazione, infine, stabilizzano il colore del liquido, donando comunque riflessi più caldi: il rosso assume lievi tonalità granata, mentre il bianco dorate o ambrate.
Tutti questi fenomeni sono più rapidi in barrique, rispetto ad ogni altra botte, a causa delle sue dimensioni, che garantiscono una maggiore interazione tra legno e vino.


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